Progettare l’impianto termico di un edificio di paglia richiede un attento studio delle condizioni climatiche di quel determinato luogo.

Questo, a maggior ragione, quando l’obiettivo del committente è quello di avere una casa senza impianto di condizionamento!

Ecco perché, per progettare la parte energetica di un edificio in paglia di 300 metri quadri, in provincia di Mantova, mi sono rivolto a Günther Gantioler, direttore e amministratore di TBZ e certificatore Passive House e Active House International.

I due principali dubbi del committente riguardavano:

– come viene regolata l’umidità di una casa di paglia in estate (visti gli alti valori presenti in quella zona)

– come si comportano, in inverno, le pareti di legno e paglia con la nebbia e il freddo

La paglia è un ottimo materiale da costruzione per risolvere questi due problemi, ma far percepire i vantaggi in termini di comfort, con le sole parole, è molto difficile. Inoltre, anche se il committente aveva già visitato alcuni edifici realizzati con la paglia, non aveva la certezza che nella provincia di Mantova il risultato fosse lo stesso.

Per chiarire questi aspetti, dunque, è stato fatto il calcolo in regime dinamico dei consumi energetici reali dell’edificio che andrà costruito: di seguito trovi l’intervista che ho fatto a Günther, in cui spiega in modo approfondito questa tematica.

N: Con il mio studio tecnico ho realizzato un modello 3D e poi l’ho passato a te per fare i calcoli energetici: come sono stati eseguiti?

G: Di solito cominciamo con la simulazione dei dati climatici del luogo: andiamo sul posto e, con le stazioni meteo più vicine, creiamo il clima più vicino a quello del cantiere, grazie a un motore di calcoli climatici. Prima creiamo un clima standard del posto, poi facciamo una combinazione tra l’inverno più freddo e l’estate più calda, in modo da vederlo anche in condizioni “di stress”. Spesso, confrontando i nostri dati con quelli delle stazioni meteo vicine, ci accorgiamo che sono davvero molto simili: quindi abbiamo una corrispondenza fantastica con questo motore di calcolo.

N: Come viene fatto il calcolo e in quali aspetti è utile?

G: Questi dati li integriamo nel modello 3D e li inseriamo poi nel software WUFI, che fa un calcolo speciale: una prima parte con il calcolo statico (con riferimento alla UNI EN 13790) e la seconda parte dove procediamo con la simulazione dinamica, per andare a modulare il comfort a seconda delle esigenze specifiche.

N: In questo caso l’obiettivo era creare una casa in paglia senza impianto di condizionamento: l’impianto di riscaldamento radiante elettrico sarà montato solo in alcune stanze, mentre quello di condizionamento non sarà necessario.

G: A differenza di quanto accade con il freddo, sul lato estivo abbiamo tutti una percezione del caldo differente, quindi comunque in cantiere viene predisposto un impianto di condizionamento classico, con i tubi già messi: in questo modo, se un membro della famiglia sopporta male il caldo, l’impianto si può montare in seguito.

N: Siamo riusciti a progettare una casa di paglia ad alta efficienza energetica?

G: Assolutamente! Il bello con la paglia è che possiamo fare ogni livello, non abbiamo limiti: possiamo creare edifici passivi, o a consumo bassissimo. Il primo step è portarli in classe energetica A, poi bisogna valutare tutto il progetto e capire quali investimenti fare per aumentarne ancora di più l’efficienza energetica.

N: La casa in paglia è in grado di smorzare il calore estivo?

G: Senza dubbio: parlo solo dei miei casi e dei calcoli seguiti, ma da lì si vede molto bene che la paglia è un materiale che dà un aiuto incredibile dal punto di vista dello smorzamento del calore.

N: L’impianto fotovoltaico che andrà installato fornisce, inoltre, un’ottima copertura energetica: possiamo parlare, in questo caso, di edificio attivo?

G: Certo. Dopo aver portato l’edificio a livello passivo, abbiamo valutato la disponibilità del cliente: con 80 mq coprivamo il fabbisogno energetico dell’edificio, mettendone 120 può averne anche più di quelli che consuma.

N: Il lavoro di progetto è stato fatto in sinergia con gli obiettivi del cliente e si è concluso con spiegandogli cosa è stato fatto con il calcolo in regime dinamico. Cos’ha potuto capire il cliente?

G: Ha potuto capire come siamo riusciti a evitare gli impianti di condizionamento con la paglia. Solo con il calcolo in regime dinamico io vedo se posso evitarlo, garantendo allo stesso tempo il comfort del cliente. Dai nostri calcoli siamo sicuri che funzionerà.

N: Poi andremo comunque a posizionare delle sonde per il monitoraggio della temperatura e dell’umidità interna

G: Esatto: da anni facciamo, in tutti gli edifici, un monitoraggio che misuri e attesti che i calcoli hanno funzionato. In questo modo dimostriamo al cliente che ciò che facciamo funziona, e abbiamo ulteriori dati da portare ai nuovi clienti.

N: Vuoi aggiungere qualcosa sull’argomento?

G: Oggi l’impianto di riscaldamento più gettonato è quello radiante a pavimento classico: con edifici molto “spinti”, però, è più lento a seguire l’andamento della temperatura interna. Per questo non è il sistema più indicato: semmai chiediamo il radiante veloce, che evita questo problema e sfrutta al meglio le risorse del sole.

 

LEGGI QUI la testimonianza del committente

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