Smontaggio, accatastamento e numerazione delle lastre di pietra della copertura.

La Lessinia è un territorio montano situato in provincia di Verona, caratterizzato da paesaggi unici e ricchi di biodiversità. Ha un patrimonio storico e architettonico che sta cadendo a pezzi. Un committente mi ha chiamato per rimettere in piedi una contrada del 1879 utilizzando tecniche costruttive e materiali storici. Una sfida che il mio studio ha deciso di affrontare con il massimo dell’entusiasmo.

Come restaurare il patrimonio della Lessinia

Nel post di oggi ho pensato di riportare le parole di Vincenzo Pavan pubblicate nella rivista degli Architetti di Verona, perché riassumono chiaramente la situazione attuale del patrimonio storico della Lessinia (Conservare l’architettura rurale e il paesaggio, Vincenzo Pavan, AV 131)

Una serie di crolli e segnalazioni di grave degrado evidenziano una situazione di crisi, ormai cronica, dell’architettura rurale tradizionale della Lessinia.

Nel caso della Lessinia l’elemento fondamentale da conservare è la pietra locale. Si tratta di un calcare lastriforme unico attraverso il quale hanno preso forma i linguaggi architettonici del territorio, le cui caratteristiche fisico meccaniche hanno imposto le condizioni del costruire nel corso dei secoli.

Travi di legno originali, smontate dalla copertura in avanzato stato di degrado.

La manutenzione e il recupero rappresentano un punto delicato perché presuppongono gradi diversi di intervento dai quali dipende il mantenimento in buono stato degli edifici o la loro perdita.

Parlo soprattutto delle costruzioni nelle quali, nonostante il livello di solidità e stabilità conferito dal materiale lapideo con cui sono edificate, si manifestano delle fragilità strutturali quando vengono meno le cure delle parti più vulnerabili, come tetti parzialmente o interamente coperti da un pesante manto di lastre.

In tal caso diventa fondamentale la tempestività negli interventi manutentivi per impedire che eventuali danni strutturali diventino irreversibili.

La nostra esperienza

Nel caso di questa contrada i committenti mi hanno incaricato di recuperare lo storico edificio con interventi per garantire la tutela delle persone, ma anche per salvare il bene culturale che rappresenta l’edificio.

Gli alti costi di recupero sono stati assorbiti grazie all’utilizzo del Sismabonus 110% e soprattutto con un’intelligente gestione degli stati avanzamento dei lavori attraverso le cessioni del credito. Questo meccanismo ha permesso ai committenti di distribuire e spalmare durante il cantiere i costi dell’intero intervento di recupero della contrada.

La costruzione della tutela di questo patrimonio storico richiede oggi una grande cultura da parte dei proprietari. Da parte delle istituzioni pubbliche, purtroppo, non abbiamo percepito un grande supporto o interesse, se non per gli aspetti di controllo delle regole burocratiche imposte dai regolamenti locali.

Il protagonista di questi interventi è il committente: sta a lui la scelta di progettisti e imprese in grado di portare a termine un’opera epica fatta di quadri economici, progetti e dettagli esecutivi.

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– Regolazione naturale dell’umidità, riducendo al mimino il rischio di muffe e di ambienti poco salubri
– Velocità di esecuzione dei lavori (una volta gettate le fondamenta, la creazione della struttura completa può avvenire anche in sole 72 ore)

Fonti:

https://www.edificidipagliaitalia.com/blog/il-riuso-degli-edifici-non-matematica-poesia

https://youtube.com/nicolapreti

Conservare l’architettura rurale e il paesaggio, Vincenzo Pavan, AV 131